Manuela Gatti scrive:
13 settembre 2011 alle 14:26
Ciao Carla,
ti rispondo con delle considerazioni di ordine generale in quanto non sono in possesso dei dati necessari per poter dare una risposta specifica per la tua abitazione ( dovrei conoscere lo spessore dei muri perimetrali, come sono costituiti, la tipologia degli infissi, la tipologia del tetto, l’orientamento ecc.)
Immagino che se hai pensato di realizzare un cappotto termico è perché hai problemi con la climatizzazione interna e probabilmente devi pagare bollette salate per il riscaldamento e il raffrescamento dei locali.
A questo punto la prima considerazione che va fatta riguarda ” l’involucro edilizio” nella sua totalità: investire denaro per un cappotto termico sulle pareti è efficace se si procede con una verifica ed eventualmente, laddove fosse necessario, con un intervento anche sul tetto e sugli infissi: non avrebbe senso “incappottare” le pareti per poi avere perdite dal tetto e dalle finestre!
Una volta stabilito questo, si può decidere quale tipo di cappotto usare .
Applicare un cappotto in polistirene significa innanzitutto applicare un materiale non traspirante che creerà facilmente condensa e muffe sui muri interni, in particolare nei bagni e in cucina, dove la produzione interna di vapore acqueo è maggiore: per evitare questo inconveniente dannosissimo alla salute oltreché antiestetico è necessario installare un impianto di deumidificazione e di ricircolo dell’aria interna, che ha un costo elevato e consumi elevati e che a sua volta può creare danni alla salute. Oltre a ciò va aggiunto che il cappotto termico in polistirene, con tutte limitazioni che presenta, è efficace esclusivamente per la protezione dal freddo, in quanto per proteggere dalle temperature estive dovrebbe avere spessori di oltre in metro, la qualcosa non ha senso!
Ti consiglio quindi senza alcun indugio di applicare un cappotto in fibra naturale la cui tipologia e spessore vanno stabiliti in base alla tipologia della tua casa
Mi auguro di avere risposto esaurientemente alla tua domanda
Manuela Gatti